Io sono uno scultore, non un ceramista. Non ho mai girato un piatto su una ruota, né dipinto un vaso.
Luogo di produzione: Albissola (Liguria)
Tipologia: Piatti, vasi, piccole sculture, maniglie, Concetti spaziali
Spesso Lucio Fontana è stato definito un ceramista, anche se, come lui stesso affermava, rifiutava questa etichetta. Quelle che vengono catalogate come "ceramiche" sono opere realizzate dopo il 1949, in ceramica o terracotta, che hanno perlopiù un orientamento prettamente decorativo.
Si tratta di piatti, vasi, piccole sculture e maniglie, anche se non mancano "Concetti spaziali" caratterizzati da tagli e buchi su terracotta. Le sue ceramiche, anche quando assumono forme decorative, devono essere interpretate alla luce della profonda esperienza plastica di Fontana: sono lavori che coinvolgono il volume, la superficie e il gesto in modo diretto e radicale.
Il primo contatto tra Fontana e il mondo della ceramica d'autore avvenne in realtà anni prima dell'arrivo ad Albissola: la sua primissima opera in ceramica fu il "Ballerino di Charleston", modellato in Argentina nel 1926 e acquistato dalla Galleria d'Arte Moderna di Rosario de Santa Fe. L'incontro con Tullio Mazzotti, fondamentale per la stagione di Albissola, si svolse invece il 14 novembre 1934 a Palazzo Ducale, a Genova, in occasione della Prima Mostra Nazionale di Plastica Murale per l'Edilizia Fascista — un evento che vide riuniti i protagonisti del Secondo Futurismo, tra cui Filippo Tommaso Marinetti, Nicolaj Diulgheroff, Fillia, Enrico Prampolini e Fortunato Depero. La collaborazione vera e propria nella manifattura di famiglia dei Mazzotti ad Albissola iniziò però solo nel 1936, dopo la scomparsa di Edoardo Persico, comune amico che aveva favorito il contatto tra i due. Prima di approdare ad Albissola, Fontana ebbe anche una breve parentesi formativa presso la manifattura nazionale francese di Sèvres, esperienza che lo stesso artista ricordava come tappa nella ricerca della forma attraverso la materia ceramica.
I piatti e i vasi da lui prodotti sono spesso animati da gesti violenti e immediati: incisioni, forature, graffi che fanno esplodere la superficie in modo espressivo e dinamico. In alcuni casi, queste opere anticipano i suoi celebri Concetti spaziali, evidenziando come la ceramica sia stata un banco di prova fondamentale per sviluppare il linguaggio che lo renderà celebre nel mondo.
Anche il colore, nelle ceramiche, gioca un ruolo importante: smalti brillanti, contrasti cromatici accesi, superfici vetrificate che riflettono la luce e interagiscono con lo spazio circostante.