Luogo: Albissola
Materiali: Terracotta patinata, bronzo
Il ciclo delle Nature si è interamente svolto nel biennio 1959-1960; tali opere furono pensate e realizzate durante le stagioni estive trascorse ad Albissola, luogo centrale nella produzione ceramica di Lucio Fontana. Si tratta di sculture in terracotta leggermente patinata oppure in bronzo, che appaiono inizialmente come "ciotoli" monofacciali o forme "bivalvi" complementari, per poi trasformarsi in veri e propri "palloni", come lo stesso artista era solito chiamarli.
I fori e le incisioni che solcano queste superfici sferiche non sono ferite casuali, ma gesti profondi che evocano esplosioni, crateri, cellule, pianeti: elementi che rimandano a una visione dell'universo dinamica e in continua trasformazione.
Questa serie rappresenta uno dei momenti più significativi della produzione scultorea di Fontana, che affonda le radici nella sua formazione accademica all'Accademia di Brera, dove si diplomò in scultura nel 1930. La scultura fu il suo primo linguaggio artistico, praticato fin dagli anni Venti e mai abbandonato. Anche nei periodi di più intensa sperimentazione pittorica, Fontana non smise mai di lavorare con la materia tridimensionale, trovando nella scultura un campo privilegiato per approfondire la sua ricerca sullo spazio.
Le Nature si pongono quindi come un punto di sintesi tra gesto informale e riflessione spaziale: da un lato l'irregolarità organica delle forme, dall'altro la volontà di trasformare la scultura in una presenza viva nello spazio, capace di dialogare con la luce, il vuoto e l'ambiente circostante.
Oggi le Nature sono conservate in importanti musei e collezioni pubbliche e private, tra cui il Museo del Novecento di Milano e la Fondazione Lucio Fontana, e vengono considerate tra le espressioni più alte della scultura del secondo Novecento, nonché una testimonianza eloquente del profondo legame tra materia, forma e concetto nella visione artistica di Fontana.